A-typical faces in a-typical places

"Un viaggio lungo un anno. Oreste Monaco, fotografo e art director italiano, immortalerà racconti di personaggi italiani sedimentati in luoghi italiani. Un’intrusione in luoghi A-tipici, di personaggi A-tipici."

Paolo e la villa abbandonata

Eclettico, poliedrico, sempre in movimento. Paolo Santangelo, artista pugliese, produce oggetti dalle forme ludiche e irriverenti e collabora indiscriminatamente con piccoli artigiani, grandi industrie e brand di lusso.
Il suo è un immaginario ironico, onirico, fantastico e surreale, dove si intrecciano antico e moderno, linguaggi e tradizioni diverse.

Giuseppe ed il cinema

Giuseppe Cardaci, catanese classe 1990, è un regista e filmmaker italiano che si distingue per l’abilità narrativa nel catturare le complesse sfaccettature delle relazioni familiari.

Gli ultimi cortometraggi di Giuseppe Cardaci sono istantanee di vita che portano ad immergersi, in modo netto, in emozioni spesse e profonde, accompagnando il pubblico attraverso la struttura emozionale del film.

La sensibilità del regista Giuseppe Cardaci gli consente di attraversare le stanze private dell’anima con gentilezza, cura ed eleganza. Il risultato finale è un’esperienza cinematografica catartica che restituisce una liberatoria sensazione di riconciliazione diffusa.

Crescenzo e la chiesa

Crescenzo Morlando, chef, classe 1993. La passione per la cucina lo porta dalla Campania al Messico, poi in Francia e Spagna. 

Crescenzo con la sua cucina ci riporta ai sapori di casa, ma più che ai sapori, alle sensazioni di casa.
Il cibo è molto di più di una serie di ingredienti preparati insieme in maniera minuziosa per dare vita a dei sapori: è un atto d’amore.

“La sacralità del cibo”, ecco cosa abbiamo portato in scena all’interno di questa chiesa abbandonata nella provincia di Napoli, città d’origine di Crescenzo.
L’altare diventa cucina, il cibo, seppur crudo ridà vita alla pietra, che, impolverata per tanto tempo, aveva perso il suo tepore.
Non si vede fuoco, non vediamo nulla per cucinare al di fuori di un coltello, un coltello fatto su misura per Crescenzo da un artigiano. E nonostante non ci sia fuoco, quasi possiamo percepire il calore; l’anima è fiamma, è calore, è vita, come il cibo.

Stefano e Matera

Stefano Sigillino: “Sono nato nella città di Matera, dove la mancanza di prospettiva e le strade strette regalano un senso di libertà e, fortunatamente, sono cresciuto in una famiglia dove l’arte e la libertà sono stati pilastri di riferimento. Da bambino giocavo per strada, quando la vita del vicinato all’interno dei Sassi di Matera era ancora autentica.”