Questo ritratto di famiglia rappresenta una nonna e i suoi nipoti. L’artista si è ispirato alla propria realtà familiare per creare
la scena. La casa scelta è la Società Storica Catanese, una casa museo che ricorda molto la residenza dove l’artista è cresciuto con il fratello e i genitori, circondato da oggetti d’antiquariato
di cui la madre era appassionata. Chiaramente, l’intento delle opere è anche quello di parlare del forte legame con il fratello.
I due soggetti sono stati dipinti con colori diversi per richiamare le tonalità dell’artista e del fratello.
L’artista qui si sofferma sulla potenza delle sensazioni che proviamo durante i sogni e fa riferimento a un sogno particolare in cui, poco dopo aver perso una persona cara, sognò di abbracciarla. I sogni hanno la capacità di trasmetterci sensazioni altrettanto reali di quelle provate da svegli. Il non rendersi conto di essere in uno stato onirico permette alla nostra mente di fornirci ciò di cui abbiamo bisogno. Un sogno può essere parte integrante di un processo psichico complesso, come ad esempio l’elaborazione di un lutto.
Succede che all’interno dei sogni vengano inclusi rumori di azioni che stanno avvenendo nel mondo coscio. La mia teoria è che si tratti non propriamente di qualcosa di automatico, ma di una necessità dell’inconscio di continuare a comunicarci. Così, mentre la nostra sveglia suona, la nostra mente ricrea un suono plausibile all’interno del sogno per tenerci lì con sé. Questa immagine, seppure voglia rappresentare un momento di vita quotidiana, è avvolto da un’aura surreale. La produzione dell’artista prende le distanze dal verismo, contraddistinto da un forte pessimismo, ma al tempo stesso lo omaggio. A sinistra troviamo il busto di uno dei più grandi esponenti del verismo italiano, Luigi Capuana.