Second life, Rinascita è una raccolta di opere fotografiche scattate all’interno di luoghi abbandonati, in gran parte, del territorio siciliano. L’artista, Oreste Monaco, utilizza questi luoghi come metafora per denunciare due temi: l’abbandono stesso di queste architetture e spazi di rilevanza storica e l’abbandono della propria individualità. “Così come questi luoghi sono stati abbandonati a loro stessi – dichiara l’artista Oreste Monaco – allo stesso modo, capita spesso che le parti più belle di noi vengano lasciate nell’ombra”. Da qui nasce l’esigenza di ricreare storie fotografiche all’interno di questi spazi tramite diversi soggetti che parlano come singoli e nella loro diversità e insieme trasmettono un messaggio di inclusione. Come nella tecnica giapponese del Kintsugi, dove le crepe della ceramica vengono rinsaldate con l’oro, così queste stanze grazie ai soggetti fotografati, ritornano, seppur per pochi istanti, al loro splendore. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Carlo Arancio che ha condiviso la posizione segreta di questi luoghi con Oreste Monaco per permettergli di dar vita alla sua visione.

Elia e la villa verde

Blond boy in smart jacket sitting at a table with figs and wine on top

Equinozio d’autunno

“Equinozio” deriva dal latino, ed è la crasi tra le parole “aequus” (uguale) e “nox” (notte), quindi “notte uguale”. La locuzione indica infatti, i due giorni dell’anno ( equinozio d’autunno e primavera ) , in cui i raggi solari cadono perpendicolarmente all’asse di rotazione terrestre, per cui i due emisferi, boreale ed australe, sono colpiti dalla stessa inclinazione e, nell’arco delle 24 ore, luce e buio hanno uguale durata.

Pomeriggio d’estate

Molto noto ai popoli dell’antichità, nell’Antico Testamento il fico, insieme con la vite, era simbolo di fertilità e vita gioiosa. Albero e frutto sacro, il Fico è l’emblema della vita, della luce, della forza e della conoscenza. Nell’antica Grecia, era l’albero sacro ad Athena, dea della saggezza e a Dioniso dio del vino.

Metamorfosi

Come nelle metamorfosi di Ovidio, il protagonista, alla fine della fuga, avvenuta non a causa di un dio che lo perseguita ma a causa della città, dal suo rumore, dalle sue regole e dai suoi obblighi che niente hanno a che vedere con la sua vera essenza, inizia a fondersi con questa dimora abbandonata. La casa diventa l’uomo e l’uomo diventa la casa mentre la natura prende il sopravvento dipingendo di verde le pareti e facendo crescere delle viti che lentamente avvolgono lo spazio.

Il baccante

Le Baccanti erano le sacerdotesse di Dioniso e venivano comunemente rappresentate nel delirio dell’ubriachezza, con gli occhi stravolti, la voce roca e minacciosa, i capelli sciolti e sparsi sulle spalle, in preda alla furia e all’entusiasmo.

Leona nel Palazzo d'oro

Il palazzo D’oro

Tocca a noi riportare la luce nei luoghi più bui di noi stessi, quei luoghi abbandonati che molto spesso nascondono un’infinita bellezza.

Preghiera a lume di candela

“Siamo tutti uguali agli occhi di Dio”.
Ma lo siamo davvero?
L’immagine riflette un conflitto interiore: osservare una fede che non ci protegge e non celebra le nostre diversità.
Al contrario, spesso crea differenze e non promuove l’inclusione e l’unione.

La camera di quando ero bambina

La camera in cui siamo cresciuti, quelle mura che spesso ci hanno fatto da protezione dal mondo, dove noi decidevamo chi accogliere, chi far entrare nella nostra vita.
La camera di quando eravamo bambini è il primo luogo in cui abbiamo espresso il nostro vero io, è stata testimone della nostra crescita. Quel luogo sicuro che abbiamo lasciato quando ci siamo sentiti pronti ad affrontare il mondo.

Il peccato nascosto

In questa serie la protagonista prende le vesti di una Malena contemporanea.
Per la sua bellezza così diversa dai canoni prestabiliti è costretta dal suo amante a vivere il loro amore nell’ombra.

Gli angeli

La cucina

Il soggetto non assomiglia quasi più a un essere umano. Diventa lo spirito e l’anima del luogo, il custode della memoria di una sala da pranzo. 

Quel tavolo da pranzo che per noi italiani è così significativo.  

È lì che si impara l’arte di amare, di prendersi cura e di provvedere gli uni agli altri. 

L’annunciazione

Come le statue che una volta decoravano la chiesa,  il soggetto torna anche se per un istante, a dar luce a questa scala quasi come se in cima ad essa si trovasse qualcosa di divino.

L’angelo caduto

In questa rappresentazione dell’Angelo Caduto di Cabanel, il soggetto si trova all’interno di una monastero abbandonato del territorio siciliano che è stata brutalmente vandalizzato.

Lady Lilith e Circe

Lady Lilith

Questo pezzo è un omaggio alla “Lady Lilith” del pittore Dante Gabriele Rossetti. Qui la spazzola sostituisce il pettine, ed è più marginale per mettere in evidenza il libro, che rappresenta la mente e la saggezza. I rami sul pavimento simboleggiano il nostro rapporto con la natura. 

Nella tradizione biblica ebraica, Lilith è la prima moglie di Adamo, che alla fine fuggirà dal marito e troverà rifugio nell’area del Mar Rosso. Lilith fu creata da Dio dalla polvere, proprio come Adamo, quindi pretendeva che le venissero riconosciuti gli stessi diritti dell’uomo, ma questi le furono negati. Alla fine del XVIII secolo, Lilith sarebbe diventata un simbolo della libertà e dell’emancipazione femminile. 

Lilith e Adamo

In un mondo ideale, in cui nessuno dovrebbe avere paura del proprio lato femminile, esistono coppie come quella ritratta in questa immagine, che si rispecchiano come pari, dove i ruoli non contano più e le definizioni di genere – maschile e femminile – non hanno più significato.  

Gli oggetti che circondano gli amanti simboleggiano la coppia. La bara rappresenta la loro intimità, lo specchio la loro uguaglianza, la spazzola la loro fiducia, il libro la saggezza e la mezza luna i loro sentimenti romantici. 

Circe

La figura di Circe appare per la prima volta nell’Odissea di Omero, dove viene trattata come una divinità. Questa dea, figlia di Elio, il dio del sole, e della ninfa oceanica Perseide, è una maestra nell’arte di preparare potenti “pharmaka” (“droghe” in greco antico), con i quali sottomette gli uomini alla sua volontà e li trasforma in animali. 

In quest’opera, Circe è raffigurata nuda sulla pietra bianca, come se si trovasse su un’isola deserta circondata solo da oggetti che simboleggiano la sua vera natura.  

I tarocchi sono un chiaro riferimento al suo esoterismo e alla sua stregoneria, i libri di storia e la lente d’ingrandimento sono un invito al pubblico a studiare, scavare in profondità ed elaborare e i fiori selvatici ricordano la “pharmaka”, le sue pozioni e i suoi incantesimi.

Perseo e Medusa

Perseo

Persèo (in greco antico: Περσεύς, Perséus) è un eroe della mitologia greca, figlio del re degli Dei Zeus e di Danae. Perseo viene ricordato soprattutto per l’uccisione della Gorgone Medusa, per aver salvato Andromeda, poi diventata sua sposa, da un mostro marino e per essere stato re di Tirinto, città che fondò lui stesso.

Amore proibito

In questa rivisitazione della storia, il ruolo delle donne non è più quello di carnefici, vittime o mostri, ma di custodi e protettrici. 

L’intento è quello di rimodellare una narrazione e svilupparne una nuova, che trasmetta messaggi positivi e restituisca alle donne il loro ruolo naturale e materno: quello di nutrici. 

Medusa

Medusa (in greco antico: Μέδουσα, Médousa, che significa “protettore”, “guardiano”, da μέδω, médō, “proteggere”) è una figura della mitologia greca. Insieme a Steno ed Euriale, è una delle tre Gorgoni, figlie degli dèi del mare Forco e Ceto.

Sotto gli occhi di Atena

Nella versione originale del mito, Perseo promise al tiranno Polidette che avrebbe ucciso Medusa portandogli la sua testa. Ad aiutarlo nell’impresa c’erano Ermes e Atena, che si assicurarono che ricevesse: calzature alate, un elmo che lo rendeva invisibile, una borsa di cuoio per la testa della gorgone e infine uno scudo. 

In questa versione del mito di Perseo e Medusa, il giovane eroe si reca in un luogo sacro per uccidere la gorgone, ma non trova un mostro, bensì una ragazza di rara bellezza che custodisce le rovine di quella che un tempo era la sua casa.

Patrocini

Si ringrazia il Comune di Noto ed il CUMO che hanno patrocinato l’evento ed il Giacinto Festival per aver inserito la mostra come evento di apertura della sua edizione 2022

Sponsor

Si ringraziano gli sponsor della mostra:  la gioielleria Fecarotta, le cantine Barone Sergio,  le cantine Giasira, real estate Home Sud Home, IAM Digital, Bar Ernesto e Kalé Beach Club

Media Partner

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Crediti

Modelli: Elia Berthoud, Leona Vegas, Raphael Bonaccorso, Diego Musumeci, Marzia Seguida, Francesco Panissidi, Arianna Marino, Chiara Masuzzo, Stefano Di Zazzo.

Team: Carlo Arancio (location manager), Stefano Ardemagni (assistente), Angela Raneri, (assistente).